Memoriografie

Spesso si dice che scrivere aiuti a pensare. Ma scrivere è più che un supporto al pensiero: è il pensiero stesso.

«Denken mit der Hand», pensare con la mano, è lo slogan dell’azienda tedesca di taccuini Leuchtturm1917. E in effetti scrivere è proprio questo.

Non è soltanto registrare i propri pensieri, perché i pensieri vengono elaborati nel momento in cui scriviamo: scrivere non è la registrazione del nostro processo di pensiero ma è il nostro processo di pensiero.

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Quanto volte, prima di scrivere, ci siamo detti di non avere nulla da dire, o che i nostri pensieri fossero troppo confusi. E quante volte, sedendoci, la scrittura ha sbrogliato la matassa (o ci ha dato le coordinate per sbrogliarla).

Attraverso il processo di scrittura, ciò che inizialmente sembrava nebuloso prende forma, diventa comprensibile e strutturato. Questo accade perché scrivere costringe a dare una sequenza logica ai pensieri, a trovare connessioni e a sviluppare argomentazioni coerenti.

Inoltre, la scrittura è un potente strumento di introspezione. Quando scriviamo, spesso emergono pensieri e sentimenti nascosti, aspetti di noi stessi che non sapevamo di avere. Il diario è un esempio: rileggendone le pagine, possiamo scoprire nuclei ricorrenti, preoccupazioni profonde e aspirazioni che altrimenti resterebbero sommerse.

Durante i nostri Sabati del tempo ritrovato, cerchiamo di dare voce al nostro processo di pensiero, attraverso la rievocazione di dettagli, sensazioni, sapori, odori sopiti nella memoria.

Ogni volta, le riflessioni che scaturiscono da esse ci sorprendono, come se non venissero fuori da noi.

Comincia un mini-percorso gratuito per iniziare a rievocare e dare forma ai tuoi ricordi.

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