Memoriografie

Scrivere la tua autobiografia significa rendere tangibile il racconto che fai di te stessa/o e del mondo. È un reinventarsi e un ricostruirsi, pezzo dopo pezzo. Questo articolo ti fornirà alcuni suggerimenti utili per intraprendere il tuo progetto autobiografico.

Un'autobiografia è mostrare sé stessi e ciò che si è fatto nella vita

Dare una definizione univoca è impossibile. Ogni autobiografia è originale e cercare di trovare delle caratteristiche comuni tra le miriadi di autobiografie è un compito vano. Pensiamo soltanto alla differenza che c’è tra le Confessioni di Sant’Agostino, solitamente considerate la prima autobiografia del mondo occidentale, e i cinque libri autobiografici di Thomas Bernhard:  sono entrambe autobiografie, ma anche davanti a un confronto superficiale sembra impossibile classificarle nello stesso genere.

Per semplicità, possiamo dire che un’autobiografia è il racconto scritto della propria vita. Non dobbiamo, tuttavia, pensare a un elenco di fatti accaduti e date, ma a una narrazione che cerca di trasmettere l’impronta di una vita nel suo svilupparsi.

Perché scrivere un'autobiografia

Scrivere un’autobiografia può avere diversi scopi e benefici, sia per chi la scrive che per chi la legge. Ma perché scrivere un’autobiografia? È fondamentale porsi questa domanda prima di intraprendere il progetto: sarà la risposta, infatti, a definire gli obiettivi e la struttura. Come è naturale, una risposta univoca non può esistere, ma ti lascio delle motivazioni ricorrenti su cui potresti riflettere:

 

Scoprire nuovi aspetti di sé

Il processo di creazione di un’autobiografia è anche scoprirsi: nel senso di mettersi a nudo, ma anche di sperimentare nuove prospettive di sé. Dopo la tua autobiografia, sarai molto più consapevole del racconto che fai di te e della tua vita.

Esprimere ciò che si è

Un’autobiografia è un documento intimo, che scava nei tuoi abissi. Se farai un buon lavoro, l’autobiografia sarà come un’escrescenza del tuo corpo, che ricalcherà il tuo modo di muoverti nello spazio, di parlare, di provare emozioni.

Scavare nei ricordi

Il processo di esplorazione del passato ti consentirà di riscoprire e rielaborare esperienze, emozioni e momenti che hanno contribuito a plasmare il tuo percorso di vita. Attraverso la rivisitazione dei ricordi, aprirai uno spazio di riflessione e comprensione che inquadrerà in una forma gli eventi vissuti e le scelte compiute.

Scavare nei ricordi non è solo un viaggio nel passato, ma anche un’opportunità per venire a patti con le tue esperienze, sia quelle positive e gratificanti, sia quelle dolorose.

Riflettere sulle esperienze che ti hanno cambiato

Scrivere un’autobiografia significa anche riflettere sulla tua vita, cercare di darle un ordine – uno fra i moltissimi. Rappresenta un’opportunità di esplorare in profondità le esperienze che ti hanno influenzato.

L’atto di scrivere un’autobiografia ti offre uno spazio per analizzare criticamente il tuo passato e comprendere meglio come le varie esperienze hanno contribuito alla tua evoluzione. In questo processo, sarai in grado di individuare connessioni profonde tra gli eventi vissuti, le emozioni e la tua trasformazione personale.

La scrittura autobiografica diviene così un mezzo privilegiato per esplorare il proprio io – anzi, i propri diversi «io» che albergano dentro di noi -, per dare senso alle tue esperienze e per tracciare il percorso che ti ha portati a essere ciò che sei oggi.

Scarica tre risorse per iniziare a rievocare e dare forma ai tuoi ricordi.

Come scrivere un'autobiografia

Scrivere un’autobiografia non costituisce un’impresa agevole; richiede impegno, costanza, tempo, passione. Tuttavia, avere un metodo può agevolare il cammino verso il raggiungimento dell’obiettivo.

Raccogli le informazioni

La raccolta di informazioni costituisce un passo fondamentale nel processo di scrittura di un’autobiografia, anche se si tratta della nostra stessa vita. Nonostante si possa pensare di conoscere a fondo le proprie esperienze, sottostimare questo passaggio potrebbe significare trascurare dettagli importanti o dimenticare episodi rilevanti.

Raccogliere dati, documenti, fotografie e ricordi aiuta a gettare le basi per una narrazione completa e accurata. Inoltre, durante questa fase, diventa evidente se ci sono aree della tua vita che necessitano di ulteriori approfondimenti.

Questo processo di raccolta di informazioni non solo fornisce una panoramica più chiara della tua storia personale, ma anche un punto di partenza per esplorare a fondo le sfumature e le trasformazioni che hanno caratterizzato il tuo percorso di vita.

Molto utile può essere quella che in memoriografie chiamiamo la metariflessione scritta. Funziona così: ogni giorno, alla stessa ora e nello stesso posto, scrivi su un taccuino tutto ciò che ti viene in mente su un determinato argomento fino a esaurirlo. Nel caso della tua autobiografia, pensa agli eventi più significativi della tua vita, alle tue persone care, a ciò che più di ogni altra cosa vuoi trasmettere. In questa fase, non preoccuparti della forma: lascia che la scrittura scorra senza interruzioni.

Organizza il materiale

Organizzare il materiale è un passaggio cruciale nel processo di scrittura di un’autobiografia, poiché consente di dare struttura e coerenza alla narrazione della propria vita. 

Senza un’organizzazione preliminare, c’è il rischio di diventare ridondanti o di trascurare concetti-chiave che potrebbero arricchire la storia personale. Una corretta organizzazione permette di delineare una sequenza logica degli eventi, di identificare i temi ricorrenti e di individuare i momenti cruciali che hanno plasmato l’esperienza individuale. 

Inoltre, suddividere il materiale in sezioni o capitoli facilita la gestione delle informazioni e permette al lettore di seguire con chiarezza il flusso narrativo. Investire tempo ed energia nell’organizzazione del materiale costituisce quindi un investimento prezioso per garantire la coesione e l’efficacia della tua autobiografia.

Pertanto, decidi quali sono gli eventi più importanti e pertinenti per il tuo scopo e stabilisci una struttura, scegliendo un criterio logico per disporre le informazioni.

Puoi seguire un ordine cronologico, ma anche tematico, dividendo la tua vita in capitoli dedicati ai diversi aspetti, come la famiglia, il lavoro, le passioni; o un ordine narrativo attraverso un filo conduttore, una tesi, una domanda che guidi il racconto.

Se hai prodotto del materiale attraverso la metariflessione scritta, questo è il momento di leggerlo e organizzarlo: cosa ne è venuto fuori? Riesci a individuare temi ricorrenti? Cerca di strutturare il materiale in modo da dargli un ordine. In fase di scrittura, questo materiale sarà il tuo concime con cui far germogliare la pianta.

Prima di iniziare a scrivere, dunque, imposta gli obiettivi e comprendi qual è lo stile che vuoi dare alla narrazione. Queste scelte sono un momento decisivo: la struttura, gli obiettivi e lo stile saranno la tua bussola, e ti guideranno nell’intera stesura. 

Scrivi la tua autobiografia

Il terzo passo è, finalmente, scrivere, ovvero trasformare le informazioni in un testo  coinvolgente. Ricorda: è importante non iniziare a scrivere prima di aver compiuto i passi precedenti.

Durante la fase di raccolta, puoi prendere appunti, ideare degli schemi o delle mappe mentali, ma iniziare a scrivere l’autobiografia senza aver prima i materiali a disposizione o avere chiari gli obiettivi e la struttura può essere un errore: la tua scrittura potrebbe risentirne ed essere vaga, fumosa e ripetitiva; questo, dopo una prima fase di scrittura copiosa, potrebbe portarti al famigerato blocco dello scrittore, con conseguente perdita di motivazione.

Ma d’altro canto è importante non cadere nel rischio opposto: continuare a cercare materiale rimandando sempre l’inizio della tua autobiografia. Per ottenere una sicurezza maggiore, potrebbe essere utile leggere libri specialistici sul linguaggio e sulle tecniche narrative, ma anche libri di autori che ritieni affini.

Revisiona il testo

Il quarto e ultimo passo è il più importante, e sarà determinante per la qualità dell’autobiografia: revisionare il testo, ovvero controllarlo, correggerlo, migliorarlo.

Se nella fase precedente dovevamo soprattutto lasciarci andare al nostro inconscio, qui subentra la nostra parte razionale. Rileggi con occhio critico ogni sezione finché non sarai soddisfatta/o, cercando di individuare eventuali errori, incongruenze, ripetizioni, ambiguità, lacune. Verifica che il testo sia coerente, chiaro e fluido.

Soprattutto, confronta il testo con le intenzioni iniziali: è tuo lo stile che leggi sulla carta? Le parole scritte si avvicinano il più possibile al tuo modo di vedere il mondo, alle tue sensazioni? 

Ricorda, inoltre, che scrivere non è come parlare. C’è bisogno di usare un registro differente. Non strutturare le frasi come se stessi parlando, ma verifica che le parole scorrano senza intoppi.

Infine, chiedi il parere di altre persone, come amici, colleghi, esperti, che possano darti dei suggerimenti, delle critiche, dei complimenti (sì, anche questi sono importanti, soprattutto dopo un lavoro così lungo e intimo).  

Cosa scrivere in un'autobiografia

Ora che abbiamo visto come si fa un’autobiografia, vediamo cosa scriverci. Quali sono gli elementi essenziali che non possono mancare in un racconto della vita di una persona?

Ovviamente, la risposta dipende da diversi fattori, come il tipo di autobiografia, la lunghezza, lo stile. Tuttavia, possiamo individuare alcuni elementi comuni che possono aiutarci a scrivere la nostra autobiografia. Ma ricorda: sono soltanto degli spunti, nulla di dogmatico.

Incipit e dati anagrafici

Il rischio concreto, in un’autobiografia, è che i dati anagrafici vengano inseriti in una sorta di elenco sterile e noioso. Cerca di evitare questo approccio. Soprattutto, evita di iniziare la tua autobiografia in questo modo: l’incipit di un libro, qualunque esso sia, è un momento delicato, perché apre le porte alla nostra narrazione. Dovrebbe contenere, condensato, tutto ciò di cui si andrà a parlare. 

Il mio consiglio è di iniziare non con una sorta di scheda identificativa, ma con qualcosa che ti contraddistingua. Valuta la possibilità di non inserire tutti i dati anagrafici all’inizio, ma di distribuirli nel testo a seconda dell’ordine cronologico o tematico che hai scelto.

La storia personale

In un’autobiografia, la storia personale va oltre la semplice cronologia degli eventi. È importante arricchirla con riflessioni e collegamenti significativi.

La storia di un’esistenza non è mai isolata, ma sempre inserita all’interno di un contesto. Valuta quanto approfondire il quadro familiare, storico, sociale, culturale, politico o religioso in base ai tuoi obiettivi di partenza e ai tuoi interessi.

La narrazione non deve essere un elenco di fatti, ma piuttosto un intreccio complesso di esperienze, relazioni e scoperte che hanno plasmato la tua identità nel corso del tempo. Infondere la tua storia con riflessioni autentiche permette di trasmettere la complessità e la ricchezza della tua vita.

Le esperienze significative

Le esperienze significative costituiscono una componente essenziale di un’autobiografia, poiché sono gli eventi e i momenti che hanno lasciato un’impronta profonda.

Queste esperienze possono includere trionfi personali, sfide superate, incontri importanti, viaggi trasformativi e momenti di svolta che hanno plasmato la visione del mondo e la crescita individuale. Ognuno affronta un percorso unico attraverso le proprie esperienze, e raccontarle con profondità consente al lettore di connettersi emotivamente con la narrazione.

Nell’articolare queste esperienze, è fondamentale cogliere non solo gli avvenimenti esterni, ma anche le emozioni, le riflessioni e le trasformazioni interiori che ne derivano.

I valori, le passioni, i modi di dire

Quali sono le tue idee e convinzioni? Cos’è che ripeti in continuazione? Cosa ti piace svolgere quando hai un po’ di tempo per te? Anche qui, evita di scrivere un elenco, ma racconta degli esempi e delle attività che ti mostrino in azione.

Concentrati su tutto ciò che esprime la tua personalità, su ciò che ti guida nella tua esistenza e su quello che ti piace fare. 

Non dimenticare le tue passioni. Ad esempio, se hai una grande passione per le auto d’epoca, o per i francobolli, o per le penne stilografiche, indaga questa passione e chiediti cosa vedi in essa e come ti fa sentire. Inoltre, non sottovalutare i tuoi film e libri preferiti. Cosa dicono di te quei film e libri? Perché proprio quelli e non altri?

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Alcuni dubbi di chi scrive un'autobiografia

Durante la stesura di un’autobiografia, possono subentrare molti dubbi e difficoltà. Qui di seguito trovi alcuni dei dubbi più frequenti, e dei tentativi per cercare di superarli.

La veridicità

Scrivere un’autobiografia non significa che non possiamo inventare, esagerare, ragionare su cose che non sono accadute. La vita è la nostra, e non abbiamo regole da seguire. È inutile richiamarci a un principio di oggettività: come potrebbe mai essere oggettivo il nostro sguardo sulla nostra vita?

Pertanto, sentiti libera/o di adottare lo stile che ritieni opportuno e, se vuoi, di ingigantire o ridurre determinati particolari, eventi, personaggi che hanno fatto parte della tua vita. A chi ti risponderà che le cose non sono andate così, potrai sempre dire che quello è il tuo sguardo personale, e che non pretende di essere oggettivo.

Un’autobiografia è diversa da una biografia, dove la storia che raccontiamo non è la nostra e dunque dobbiamo rispettare la storia di un’altra vita. Qui possiamo sbizzarrirci come vogliamo: anzi, la creazione di un alter ego può donarci una sensazione di libertà maggiore.

Come do coerenza alla mia autobiografia?

La coerenza è la caratteristica che rende un qualsiasi testo armonico, omogeneo e unitario. Nel caso di un’autobiografia, la coerenza si manifesta nel raccontare la tua vita seguendo un filo conduttore, una tesi, una domanda, che ne guidi e ne giustifichi il racconto.

Per scrivere un’autobiografia coerente, dobbiamo avere una visione d’insieme e un obiettivo che ci aiutino a selezionare e ordinare le informazioni, ma anche a evidenziare le connessioni tra i vari eventi. 

Anche qui, non c’è da prenderla in modo troppo dogmatico. La nostra vita non ha una trama, e può essere inutile cercare di forzare gli eventi per farli confluire in uno schema rigido. Noi stessi, a dispetto di ciò che crediamo, non siamo coerenti: perché abbiamo molte personalità dentro di noi, perché cambiamo continuamente, perché possono sopraggiungere delle esperienze che ci fanno rivalutare ciò in cui prima credevamo.

Pertanto, non intrappolare la tua autobiografia in delle gabbie determinate, ma lasciati guidare anche dal flusso della scrittura e della molteplicità dei tuoi io. 

Come rendo scorrevole la mia autobiografia?

Per scrivere un testo scorrevole non basta saper padroneggiare ortografia, sintassi e punteggiatura (anche se sono, naturalmente, un elemento propedeutico indispensabile). 

Affinché la nostra autobiografia sia coinvolgente, è importante saper applicare diverse tecniche narrative, come la descrizione dei luoghi, delle persone e delle situazioni, la strutturazione delle scene, l’inserimento e la gestione di dialoghi.

Ogni descrizione deve essere tangibile: per rendere visiva una scena, aggiungiamo colori, odori, suoni, ma anche sfumature psicologiche, gesti, espressioni del volto. Un buon testo è una sinfonia con un suo ritmo: ha pause e accelerazioni, e dobbiamo essere bravi a percepire dove concentrarci sui dettagli e dove invece sterzare per giungere prima all’evento che ci interessa. 

Un'autobiografia deve per forza essere esaustiva?

Spesso si pensa che scrivere un’autobiografia significhi raccontare tutti gli aspetti della propria vita senza tralasciare nulla.

In realtà, non ogni autobiografia deve essere esaustiva. Possiamo scegliere se focalizzarci su un determinato aspetto della nostra vita, come il nostro lavoro o una nostra passione, o possiamo concentrarci su un periodo della vita in particolare.

Sta a noi decidere come impostare il lavoro, ed è per questo che non possiamo dare delle caratteristiche definite per ogni biografia.

Ricorda, inoltre, che nella fase di ricerca potrai scoprire molte cose che neanche immaginavi. Può capitare che tu parta da un’idea, ma durante la fase di ricerca scoprirai così tante informazioni su qualcosa che credevi secondario da dover rivalutare i tuoi obiettivi.

Fa parte del gioco: la stesura di un’autobiografia è un’esperienza molto dinamica, e anche per questo entusiasmante.

Come scrivere un’autobiografia con memoriografie

Se hai intenzione di scrivere un’autobiografia ma rimandi continuamente, o perché non sai da dove iniziare, o perché ti sei arenata/o, c’è un’alternativa.

I percorsi di memoriografie mirano a farti entrare nella tua scrittura, affinché tu possa sperimentare il potere evocativo della scrittura personale e intimistica. 

Se vuoi saperne di più, vai alla pagina dei percorsi.

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