Solaris si svolge per gran parte su una stazione spaziale che orbita intorno a un misterioso pianeta, il cui oceano sembra essere un organismo intelligente capace di manipolare la realtà, inducendo i membri dell’equipaggio a confrontarsi con i propri traumi emotivi ed esistenziali.
Lem inventa una branca della scienza, la solaristica, che studia l’oceano ed è alla ricerca di un fantomatico contatto. Tuttavia, ogni tentativo umano di comunicare con l’oceano fallisce, al punto che ci si chiede se sia davvero possibile un contatto con un essere tanto diverso da noi.
Ma questa domanda è soltanto il punto estremo di un dubbio quotidiano: è possibile entrare in contatto con qualcuno di diverso da noi? Possiamo davvero comprendere cosa significa essere una pianta, un cavallo, un cane, una mucca? E un altro essere umano?
Possiamo davvero capire l’altro? Giunti a questo punto, la nostra domanda fa un ulteriore balzo in avanti (o all’indietro?): è davvero possibile conoscere noi stessi?
Solaris si interroga sul nostro stesso modo di intendere la conoscenza e noi stessi. Raggiungere una risposta definita è impossibile, ma un grande libro si giudica anche dalla profondità delle domande che ci fa sorgere, e Solaris è un libro immenso.
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